domenica 7 aprile 2013

Le fiabe al rovescio: Cappuccetto rosso

              CAPPUCCETTO ROSSO
Di Mario Lozzi
 
 
“… E ricordati bene di fare molta attenzione, caso mai incontrassi il lupo. Bisogna stare attenti con questi animali. Va bene che ormai sono rari, ma può succedere ancora di trovarne qualcuno. Soprattutto nel bosco, hai capito bene? Adesso va, prendi il telefonino e avvertimi subito se ti capita di incontrarne uno … magari fotografalo pure, così mi renderò conto di che si tratta”.
“Sì, mamma!” Disse Cappuccetto rosso. Si infilò il giubbotto rosso, si tirò su il cappuccio, rosso pure lui, perché era primavera, ma non del tutto primaverile e c’era pericolo di qualche acquazzone improvviso.
Se ne andava lemme, lemme, Cappuccinetto rosso, una deliziosa ragazza tutta molleggiata che avrebbe destato chissà quanti appetiti e non solo nei carnivori. Ed eccoti qua! Chi ti incontra? Un lupacchiotto ingordo che pensò subito ad uno spuntino da bettola di Trastevere e fece per lanciarsi ….
 

Però si ricordò subito della favola di Cappuccetto rosso e si trattenne, perché si sarebbe potuto pappare anche la nonna e, siccome era il periodo del divieto di caccia, non si sentiva nemmeno la puzza di un cacciatore. Dunque nessun pericolo.
Si avvicinò alla ragazza e la salutò con garbo, come appunto aveva letto nella favola. “Buon giorno, Cappuccetto rosso!”. 
“Buon giorno a te, lupacchiotto! Come te la passi? “
“Abbastanza bene, scorrazzo qua e là per il bosco! Non mangio più bambini. Troppa fatica. Appena fuori dal bosco c’è un Mac Donald mitico e costa  poco. Chi me lo fa fare di correre appresso ai bambini che, al giorno d’oggi, sono allenatissimi, vanno come saette e c’è pure il caso che siano esperti di Caratè, Caracaffè e pure Caracappuccino? Che siamo matti? Tu piuttosto dove stai andando?”.
“Oh, niente – Disse Cappuccetto rosso - Vado dalla nonna!”
“Ma non vedo il panierino con le vivande”. Disse il lupo.
“Ma che vivande! Le porto un paio di CD con L’Isola dei Famosi, sai, lei, nel bosco, la televisione la vede male!”.
 
“Ah va bene! – disse il lupo – buona passeggiata!”. E si scapicollò al galoppo verso la casa della nonna e pensava: “Oggi doppio buffet” e già si leccava il davanti del muso.
Cappuccetto rosso, da brava bambina telefonò subito alla mamma e le mandò anche la foto del lupo. La mamma inforcò di corsa lo scooterone                e si lanciò per i sentieri del bosco.
Dopo una corsa da Valentino Rossi il lupo arrivò alla casa della nonna. Guardò intorno, ma non c’era nessuno. Neppure la casa sembrava abitata. Il lupo si volle assicurare. Si avvicinò all’unica finestra che sembrava aperta, spinse dentro il muso e … tracchete! Una rete di filo d’acciaio gli scattò intorno, lo strinse e lo sollevò da terra. Allora la mamma e Cappuccetto rosso uscirono fuori di casa e si congratularono fra loro.
“Un bel lupacchiotto! Lo venderemo ai cinesi che magari ci faranno il prelibato piatto di prosciutto di lupo cotto al Cha Siu con sesamo, salsa di soia scura e pepe di Szechuan!”.
“Non vale! – strillò il lupo – la favola non dice così! Eppoi dov’è la nonna? “
“L’abbiamo ricoverata a Villa Arzilla perché era arteriosclerotica fradicia! Adesso non rompere che dobbiamo telefonare al ristorante cinese qui vicino!”
 

Infatti, dimmi un po’, è il lupo che ha ridotto gli esseri umani a poche, sparute persone da cercare col lumicino, oppure è il cristiano che ha diradato a fondo la razza lupina?
 
 
 
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