giovedì 7 marzo 2013

La pioggia da "Crisopeie in tagli vivi"


La pioggia

 Maria Antonietta Pinna
 

La pioggia m’avvolge

nel suo lucido bacio di vetro,

come carezza di carta vetrata

sulla punta di un iceberg.

Acqua che fai rumore dentro e fuori,

eco di silenzi inespressi,

di lontane radici che sotto terra

si danno la mano,

vieni

acqua come ago,

trasparente di sensi anemocori,

vieni a trafiggere piano

i dedali composti oltre la pelle.

Mi chiedo alle volte a che pensi

nel tuo scorrere, sostare,

pura, imputridita, mare, oceano, lago,

scorrere, bucare.

Sola nella curva delle tue trasparenti vene,

a che pensi,

e quali pene e quale vita

 porti. Forse qualche sogno riflesso

d’aborti di cielo.

Un bradipo vola portando con sé

frammenti di un pegaso bacchico

squartato e fatto a pezzi.

Tu pioggia che cadi sei solo il suo grasso

onirico,

la sua stupefatta lacrima di punti,

curva occulta di nitriti,

esulanti in grevi arcobaleni.

Vieni, pioggia,

vieni,

buca la distanza degli occhi

dal miele amaro del giorno,

brucia nel cantico del sogno,

svaporami negli interstizi visionari del senso,

cadi, sferza buchi chiari di pupille nelle mani,

nei piedi scava menti,

sgocciola sui miei capelli mannari.

Con il tuo sound io penso.

 

 

 

 

 

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