lunedì 25 febbraio 2013

in mezz@voi! - di Daniele Cavalera


                     

Ancona - 24 febbraio 2013

Dopo essersi mangiato un “cinque e cinque” (una torta di ceci bassissima e ben cotta che si consuma calda dentro la focaccia) con gli amici livornesi e pisani, questa sera al Teatro delle Muse di Ancona lo scoppiettante e istrionico Giorgio Panariello ha fatto l’ennesimo “spettacolone”, ovvero  “In mezzo @ voi”. E’ l’ultima delle sue rappresentazioni comiche, quella che sta portando in giro per l’Italia e che è salpata proprio dalle Marche (San Benedetto del Tronto) il 27 novembre 2012.  Non a caso ho usato il termine salpata, perché tra quelli che non saranno risparmiati ci sarà proprio lui: il comandante Schiettino. In “In mezzo @ voi” l’eclettico Panariello ha avuto la trovata di portare fisicamente il pubblico sul palcoscenico per interagire con esso nelle situazioni comiche da lui create… per dare il senso di ciò che lui intende trasmettere, “[…] perché voglio che il pubblico sia e diventi la mia spalla, che faccia parte dello spettacolo”, mi aveva confidato a fine estate nella sua Prato. E Giorgio ha mantenuto la promessa. Nella performance di questa sera il pubblico ha partecipato attivamente adoperandosi a prendere e a portare via dal palco oggetti di scena… ha fatto da spalla in più occasioni e una gentildonna anconetana si è prestata per uno scherzoso skech  sadomaso (nato da una parodia di “Cinquanta sfumature di grigio”).
Quelli che ho vissuto, qui al Teatro delle Muse, sono stati cento minuti di risate a crepapelle e  di applausi a scena aperta.
Dopo aver tardato una trentina di minuti, Giorgio Panariello ha dato inizio alla performance “In mezzo @ voi” comparendomi al fianco (ero seduto in seconda fila, proprio sotto il palco), in camicia e con le maniche avvoltolate, scusandosi del ritardo e parodiando così Obama e Renzi. Ha poi improvvisato un comizio elettorale esilarante dove, per par condicio, non ha risparmiato nessuno (destra, sinistra, centro destra, centrosinistra, centro di centro destra di destra e chi più ne ha, più ne metta…). Non sono mancanti omaggi canori, in particolare a Marcello Marchesi e al grande e indimenticato Lucio Dalla.

Lo sfottò alla tecnologia doveva 
proprio esserci. E ci ha regalato un Pulcino Pio clamoroso. Ma sono stati pochi i personaggi storici di Panariello, tra i quali hanno fatto la loro comparsa “Mario il bagnino”, “Sirvano detto Vaia” e il mitico “Renato”.
Ma da dove attinge Panariello il materiale?  Dai giornali e dalla tv, certo, ma soprattutto dalla vita di tutti i giorni…  dall’osservazione clinica di “personaggi” di strada, di frequentatori di bar, del tizio  incontrato al ristorante la sera prima, ma anche del vicino di casa o di persone conosciute una ventina di anni prima e rispolverate nel momento del bisogno. E cioè quando il versatile Panariello ha necessità di trovare un personaggio nuovo per i suoi spettacoli.
E quello che poco si sa di Panariello, oltre i suoi spettacoli, è che da mesi il comico toscano è impegnato in un progetto tutto suo che aveva timidamente confidato ai giornalisti a settembre 2012: un laboratorio web. O meglio un laboratorio che parte dal web per realizzare i sogni nel cassetto di Panariello: idee per film, per fiction televisive da poter sviluppare. Dare un’opportunità ai giovani che desiderano scrivere soprattutto per il cinema… “Ma è un dare per avere… - ha rimarcato Panariello. E ha aggiunto -  Vorrei creare una mia factory, un mio laboratorio, una specie di “società di produzione artistica”. Questa opportunità per i giovani la vorrei estendere tramite un invito via web…

Daniele Cavalera

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